venerdì 6 aprile 2018

Le bacche potrebbero aiutare a combattere il cancro?


I composti presenti in alcune bacche potrebbero presto aiutare a curare il cancro e a rallentare il processo di invecchiamento. Secondo un nuovo studio, la magia risiede proprio nei pigmenti presenti nelle bacche, che  offrono una nuova visione dei meccanismi alla base del cancro. Pensiamo alla bellezza di una bacca appena colta. Parte di questa piacevolezza è dovuta ai loro pigmenti o antociani.
Particolarmente diffusi in mirtilli, mirtilli rossi, lamponi e ribes nero, le capacità antiossidanti degli antociani hanno affascinato i ricercatori per anni.
Gli antociani sono un tipo di flavonoidi e vi è una crescente evidenza che possano aiutare a proteggere contro alcune malattie umane, come le malattie cardiovascolari e il diabete di tipo 2.
 
Antociani e la loro influenza
Fino ad oggi, non si sapeva molto su come gli antociani potessero interagire e influenzare i percorsi molecolari nel corpo. È qui che arriva lo studio di oggi.
Di recente, un team di ricercatori della School of Pharmacy dell'Università della Finlandia orientale si è unito al National Institute on Aging negli Stati Uniti, esaminando specificamente gli effetti degli antociani su un enzima implicato nel cancro e nell'invecchiamento: la sirtuina 6 (SIRT6). Le loro scoperte sono state pubblicate sulla rivista Scientific Reports.
Le sirtuine regolano l'espressione di geni coinvolti in alcune vie di segnalazione cellulare. Invecchiando, le sirtuine - come molti di noi - smette di funzionare, il che può contribuire a una varietà di patologie.
Di questa famiglia di enzimi, SIRT6 è meno noto, ma si ritiene che sia importante nel metabolismo del glucosio. Come spiegano gli autori:
     "Poiché SIRT6 è stato implicato nella longevità, nel metabolismo, nella riparazione del DNA e nella riduzione della risposta infiammatoria, è un obiettivo interessante nelle malattie infiammatorie e metaboliche e nel cancro".

Bacche, geni del cancro e futuro
I ricercatori, guidati dalla dott.ssa Minna Rahnasto-Rilla, hanno scoperto che un tipo di antocianina, noto come cianidina, potrebbe essere di particolare interesse. Trovata nel mirtillo selvatico, nel lampone e nel mirtillo rosso, la cianidina ha dimostrato di aumentare la produzione di SIRT6 nelle cellule di ben 55 volte. Allo stesso modo, ha aumentato l'espressione dell'enzima nelle cellule del cancro del colon-retto.
È interessante notare che la cianidina ha diminuito l'espressione dei geni tumorali Twist1 e GLUT1 e ha anche aumentato l'espressione del gene FOXO3, che è un soppressore del tumore.
In altre parole, questo composto sembra ridurre l'attività dei geni che causano il cancro e potenziare l'attività dei geni che arrestano il cancro.
Quello su cui oggi si discute è se gli antociani che consumiamo sopravvivano al nostro canale alimentare entrando nelle nostre cellule, ma a prescindere da ciò, i risultati sono utili.

Fonte:  Medical News Today




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